Pensierosa

Mi sono sempre chiesta, e forse mi considererete un po’ stupida; ma fa più male un male fisico o un male mentale? Quello fisico, una botta, una sbucciata, un’abrasione, una scottatura, un taglio guarisce e nel più dei casi non rimangono segni visibili, tangibili, rimane solo il ricordo, il dolore passa si trasforma. Da doloro a fastidio e poi niente. Passa semplicemente. Certo all’inizio fa male, vien da piangere, si resiste a quelle interminabili ore o minuti o giorni di dolore. Alla fine però rimane come un puntino tra la mille cose che facciamo. Quante volte da piccoli siamo caduti, abbiamo pianto e con il bacino passa tutto è passato davvero. E ci siamo rialzati. Abbiamo ripreso come se nulla fosse. E ora tutte quelle volte non ce le ricordiamo nemmeno.

Ma il dolore mentale? Quello è più subdolo, si insinua dentro e non c’è modo per vederlo. Quando entra ci fa sentire strani, impotenti, scoraggiati, sconfitti. Il più delle volte questo dolore non lo si vuole nemmeno mostrare, ma fa parte di noi del nostro essere e, per quanto lo nascondiamo, non possiamo fare a meno di tirarlo fuori in certe occasioni, in alcuni momenti. Quando pensiamo al passato oltre a ricordarci delle ferite e dei graffi ci ricordiamo di quelle persone che abbiamo perso, per sempre o solo per un po’. Ci ricordiamo di quelle persone che sono riuscite a farci star bene quando tutto andava storto. Di quelle persone che ci hanno fatto piangere ma anche sorridere. Di quelle persone che non capivamo, di quelle che, con uno sguardo, comprendevamo. E tutto questo non può essere visto da altri. Interiore. Un male interiore che cresce dentro. A volte ci rammentiamo delle situazioni che ci hanno fatto star male. E qualche lacrima scende ancora. Che stupidi che siamo. Piangere per cose capitate anni, decenni fa. Quella bambola rotta da un’amica. Quel gioco che tanto volevamo che ci è stato negato. Quella persona che ti ha voltato le spalle. Quel bambino che ti ha mangiato l’ultima caramella. E poi quando sei più grande ti ricordi di quell’amore andato male, quello perso tra i mille giorni della tua vita. Di quello vissuto con spensieratezza. Di quel rapporto complicato e finito in malo modo. Di quegli scherzi del destino che ti hanno separato dalla persona che, allora, era la più importante.

Ma senza tutto quello che è successo ora non saresti dove sei.

Non saresti qui. A vivere tutto quello che sta succedendo a te. Forse sarebbe tutto diverso. In meglio o in peggio. Chi lo sa. Il passato è passato. E se ancora non mi sono data una risposta sul dolore di sicuro so che ogni avvenimento, ogni piccola azione compiuta mi ha portato dove sono ora. Mi ha portato cose magnifiche ma anche tristezza. Sorrisi, solitudine, graffi ma anche abbracci, baci e serenità.

Non rinnegare quello passato. Fare in modo di ricordare i momenti migliori. E i peggiori ricordarsene e tenerli da parte. Tenerli in quel cassetto come dei piccoli insegnamenti. Dei piccoli segni del tuo vissuto. Niente di meglio di aprire quel cassettino ogni tanto per farti apprezzare quello che ora hai.

Ed è tanto.

 

 

–Ferni–

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